Osservitalia 2019 – Presentazione Rapporto Cerved PMI 2019 visto da un Credit Manager e Tesoriere di Impresa

Osservitalia 2019 – Presentazione Rapporto Cerved PMI 2019 visto da un Credit Manager e Tesoriere di Impresa

Lo scorso 11 novembre ho partecipato ad Osservitalia, evento organizzato da Cerved presso la suggestiva cornice di Palazzo Mezzanotte a Milano in occasione del quale è stato presentato il Rapporto Cerved PMI 2019.

Il Rapporto Cerved ha lo scopo di analizzare e quindi fotografare l’evoluzione della condizione economico-finanziaria delle piccole e medie imprese italiane.

I dati che emergono sono estremamente interessanti.

Il 2017 si era contraddistinto per un anno estremamente positivo, caratterizzato dalla crescita dei ricavi e della redditività delle Imprese italiane con una crescente solidità finanziaria.

Nel 2018 e nei primi mesi del 2019 i dati segnalano un rallentamento di un trend di ripresa iniziato nel “lontano” 2013 trasversale a tutti i settori.

Per la prima volta, dal 2013, gli indici di redditività delle PMI, risultano in calo: il ridimensionamento dei margini ha riguardato in misura maggiore le imprese di media dimensione ( fino a 250 dipendenti, fatturato inferiore o uguale a 50mln€ oppure attivo inferiore o uguale a 43mln€), le società agricole e quelle industriali.

Il costo del debito è ancora influenzato dalla dimensione dell’impresa: le Piccole imprese sostengono oneri finanziari maggiori rispetto a quelli sostenuti dalle medie.

I ritardi dei tempi di pagamento sono nuovamente in crescita.

I tempi di incasso e pagamento delle imprese italiane sono i più alti d’Europa: in Italia mediamente si incassa a 75 giorni e si paga a 90 giorni mentre in Germania si incassa a 20 giorni e si paga a 25 giorni, in Spagna si incassa a 46 giorni e si paga a 61 giorni.

Nel 2018 è tornato a crescere il numero delle imprese che hanno avviato procedure di default o di liquidazione con una leggera contro tendenza nei primi mesi del 2019 contrassegnati da una ripresa dei fallimenti.

Nonostante gli elementi emersi, il processo di consolidamento dei fondamentali delle PMI è in costante evoluzione: rafforzamento del capitale proprio, una riduzione del rapporto debiti finanziari rispetto al capitale netto fino ad una riduzione degli oneri finanziari sui margini lordi.

L’analisi dei flussi dei fondi indica come le imprese più solide e che non hanno difficoltà a reperire capitali di terzi, prediligano invece, ricorrere a risorse generate internamente o a capitale proprio.

Il Rapporto Cerved PMI, analizza inoltre, quali possono essere gli impatti del nuovo Codice della Crisi.

Come noto, dal mese di Agosto 2020 sarà pienamente operativo il Nuovo Codice (suggerisco il mio articolo di approfondimento https://michelemariatammaro.it/2019/09/23/indicatori-della-crisi-dimpresa-o-invito-alla-crescita-delle-imprese-italiane//).

Le procedure di allerta si basano su due pilastri: gli strumenti di allerta e gli obblighi organizzativi.

Lo studio tende ad stimare anche il possibile impatto economico e finanziario che produrrà l’implementazione dei sistemi di controllo.

A seconda della dimensione dell’Azienda si stimano costi medi annui che variano dai circa 2.000€ annui per Micro fino ad arrivare ai quasi 140.000€ annui per le large cap.

Il sistema di allerta rappresenta per tutti gli stakeholders un grande stimolo a far evolvere i modelli di business delle aziende che dovranno cogliere la norma come opportunità e stimolo rispetto ad una penalizzazione o limite operativo.

I nuovi strumenti finanziari, che rientrano nel dominio Fintech, rappresentano un valido strumento di diversificazione per colmare alcuni gap e liberare consistenti masse di liquidità immobilizzate da strumenti tradizionali di smobilizzo dei crediti.

Lo studio indica che la riduzione dei giorni di credito medi italiani (75) portati ai livelli tedeschi (20) contribuirebbe a liberare circa 181mld di €.

E’ fondamentale che il Credit Manager sviluppi un ruolo attivo all’interno delle aziende per ampliare le attività di prevenzione e protezione del rischio di credito commerciale anticipando, quando possibile, le possibili criticità del mercato.

 

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