04 Ott Quando il Sistema Finanziario Globale spinge sulla sostenibilità e guarda al futuro green.
La costante attività di ricerca ed aggiornamento professionale prevede quello che definisco “contaminazione delle idee”.
Anche quest’anno, ho colto con estremo interesse l’appuntamento con il Funding & Capital Markets Forum organizzato da ABI: comprendere le innovazioni nell’industria bancaria, finanziaria ed assicurativa nel mercato dei capitali.
Filo conduttore di questa edizione è stata la “sostenibilità”.
Ad oggi, nel mercato globale dei bond risultano emessi circa 250 mld di dollari e le previsioni esprimono come ci sia ancora un ampio e significativo margine di crescita.
Si è rivelato estremamente interessante analizzare e comprendere come i diversi players si pongono rispetto al tema della “sostenibilità”: quali sono i fattori caratterizzanti i processi di analisi, selezione e collocamento.
La Commissione Europea con il Piano per la Finanza Sostenibile ha certamente contribuito ad avviare un nuovo percorso con cui si possano rivedere modello di business della finanza tradizionale e strutturata.
Il nuovo paradigma è quindi trovare il link con cui il mercato finanziario possa entrare in relazione con l’economica reale.
Pe tale ragione si stanno studiando nuovi strumenti in grado di trasmettere in modo ancor più diretto il “valore” nell’economia reale generato dal sistema finanziario, soprattutto nel continente europeo che vede la propria economica basata su servizi finanziari.
La nascita nel mondo di indici sostenibili permetterà di ben identificare i parametri e benchmark di ogni investimento che avrà una parte green, una social ed una ssostenible.
I fattori di ISG stanno diventando i driver’s delle assegnazioni dei rating: i rating creditizi certamente basati sulla solvibilità dell’Azienda vedranno sempre più agganciato ad essi quello della sostenibilità.
Sia gli Emittenti, sia gli Investitori e sia le Imprese dovranno confrontarsi in assoluta trasparenza anche con una nuova figura definita Second Part Opinion che svolge, indipendentemente, una propria attività di validazione e monitoraggio dello strumento sostenibile rispetto ai progetti ed alle imprese che saranno finanziate.
La vera sfida per le Imprese sarà costruire il proprio modello di business caratterizzato da una grande trasparenza e condizionato dalla volontà di rendere misurabile nel tempo il valore aggiunto generato in termini di sostenibilità. Questo comporterà certamente una maggiore facilità di accesso al mercato di capitali ed un pricing “incentivante e premiante”.
Non ultimo le prerogative dell’attività di tesoreria: la possibilità per le Imprese di gestire ed allocare i propri asset di liquidità in strumenti che oltre a generare margini di remunerazione, possano far proprio il tema green e della sostenibilità.
Se si “estingueranno gli investitori si estingueranno i risparmiatori”.
Dal lato offerta, gli emittenti, per poter costruire e veicolare a mercato la raccolta di capitali destinati a progetti “sostenibili”, oltre ad alimentare la propria reputation, dovranno proseguire nella propria attività di ricerca che renda compatibile compliance e convenzioni univoche sulla sostenibilità.
Non mi “accontento” di svolgere la mia attività professionale di Credit Manager e Tesoriere di Impresa, ambisco a mettere a sistema delle aree dell’Azienda l’attività di analisi e ricerca perché sono certo che rappresenta un grande valore aggiunto: creare “tanti” monopoli temporanei è proprio questo!
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