29 Ott Le “rane ribollite” sono il vero ostacolo della crescita e dello sviluppo delle Imprese italiane.
A distanza di diversi anni, alcuni giorni fa, incrocio casualmente il competente giovane responsabile amministrativo che avevo conosciuto in una nota azienda attiva dal 1964 ed operativa in tutto il mondo e con un fatturato di oltre 10ml di €.
Mi venne presentata nel lontano 2012 quando, per diverse ragioni interne, era maturata la consapevolezza di approcciare alla gestione del proprio assetto finanziario in modo più attuale e quindi fui contattato in qualità di credit manager e tesoriere di impresa.
Dopo una prima fase di conoscenza e di analisi, emerse chiaramente come stessero usando in modo non armonico le linee di credito concesse sia per il mercato interno e sia per quello estero.
Presentai alla proprietà, al responsabile dell’Area Amministrativa ed ai loro commercialisti, dopo qualche settimana, la mia “strategia di valore” che prevedeva una profonda e radicale riqualificazione di tutta la loro area finanziaria.
A lavoro terminato avrei ottenuto diversi risultati: dalla riduzione degli oneri finanziari alla riduzione delle rate medie annue per circa 222.000€ fino alla generazione di liquidità complessiva per circa 1.770.000€, coinvolgendo le nove banche presenti in portafoglio.
Ricordo come fosse ieri, la reazione dei partecipanti alla riunione: una fase di diffidenza iniziale, a seguito di domande e richieste di approfondimento, si passò a quella di profondo interesse e quindi condivisione sia da parte della proprietà e sia da parte del responsabile dell’area amministrativa che subito accolse con estremo interesse tutti gli elementi di vantaggio che avrebbe generato la mia specifica attività.
A seguito di una verifica preliminare di sostenibilità secondo le policy del credito dei diversi partner bancari grazie alle mie relazioni professionali, vista l’elevata probabilità di successo ed il consenso registrato dai Clienti, avanzai loro la proposta di incarico per procedere e dare vita così alla fase esecutiva.
Subito dopo qualche settimana, mentre stavo lavorando su questo incarico incontrando i referenti bancari, iniziai a registrare un atteggiamento sempre più “patriarcale” da parte del fondatore dell’Azienda……
Sarà certamente capitato anche ad altri colleghi, in giro per l’Italia, che spesso gli “imprenditori di una volta” iniziano ad avere atteggiamenti di ingerenza, quasi di ostacolo perché convinti di essere gli unici a saper fare ed a saper gestire e forse le soluzioni proposte non sono più così efficaci ed efficienti….”la rana ribollita è dietro l’angolo”……
Dopo due riunioni, ebbi la netta sensazione che l’attività di negoziazione da me svolta, era più rivolta verso il mio Cliente che con i partner bancari che si stavano confermando positivamente interessati.
Decisi, mio malgrado, di interrompere la mia attività e lasciai l’incarico professionale.
Alcuni mesi fa l’Azienda è fallita! Azzerando di fatto tutto il valore generato in 55 anni della sua storia!!!
Vi confesso che ho provato un profondo senso di dispiacere…..ho chiesto come mai ed il giovane esperto che si occupava dell’area amministrativa mi ha risposto che a seguito del mio disimpegno la proprietà ha poi intrattenuto, negli anni, diverse relazioni anche con altri professionisti, senza però incidere nell’assetto finanziario dell’Azienda ormai sempre più dissestato…”è salita la temperatura dell’acqua e la rana, abituatasi, non si è più resa conto che stava ormai bollendo…”…
Mi ha raccontato, con profondo rammarico e senso di impotenza, come in diverse occasioni, lui ed i Suoi collaboratori, abbiano provato a convincere, ma senza successo, la proprietà a riprendere i contatti con me, consapevoli che la mia strategia fosse forse l’unica vera fattibile soluzione che potesse permettere all’Azienda di proseguire, su basi nuovamente solide, il suo percorso di crescita…
Ho evidentemente ringraziato per l’attestato di stima rinnovatomi e fatto a lui i migliori auguri per il prosieguo della sua nuova attività lavorativa….
In questi giorni ho pensato molto alla cordiale quanto inaspettata chiaccherata avuta e ho cercato di analizzare i fatti e mi è ritornata alla mente la “storia della rana ribollita”.
Il tessuto delle imprese italiane è composto in gran parte da quelle di piccola dimensione e spesso sono a conduzione familiare. Spesso il cambio generazionale è una delle più grandi incognite e rappresenta un potenziale rischio per la crescita e lo sviluppo di alcune di esse. Spesso le aziende familiari hanno una struttura patriarcale che vede una presenza attiva del fondatore che rivendica, con attualità, schemi e modelli operativi molto ancorati al passato e quindi poco disponibile al cambiamento e quindi ad essere “contaminati” da elementi di novità….
Il cambiamento di un modello di business è spesso un “aggiornamento” e non sinonimo di “stravolgimento”… ma quì si annida il vero primo ostacolo: la scintilla deve necessariamente essere interna, dal mettersi in discussione da parte dell’imprenditore, a cui fa eco la collaborazione di tutta la struttura aziendale supportata attivamente da quelle figure professionali che io definisco “depositarie della fiducia” (commercialista ed avvocato).
La commistione positiva di ognuno di questi attori, che girano attorno all’Imprenditore, contribuirà a rendere la miscela positiva e quindi ad avviare e sostenere il percorso di graduale cambiamento che “farà saltare la rana dalla pentola prima che sia troppo tardi”…..
Io, da parte mia, continuo imperterrito a svolgere, con grande entusiasmo e pura passione, la mia attività di “contaminazione delle idee” cercando di far “uscire quante più rane dalla pentola….a patto che lo vogliano realmente”……
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